Vengono di seguito elencate alcune norme generali per la manipolazione in sicurezza dei perossidi organici:
Normali condizioni operative:
evitare il contatto con la pelle, occhi e inalazione di vapori. Indossare mezzi protettivi idonei quali: tuta da lavoro, guanti, maschera per vapori organici o polveri, occhiali / visiera protettiva, calzature antinfortunistiche. Assicurare una buona ventilazione ed adeguati ricambi di aria nei locali di utilizzo.
Versamento accidentale:
in caso di versamento di perossido organico liquido sul pavimento di reparto viene consigliata la copertura del liquido con vermiculite, che permette di assorbire il perossido evitando una contaminazione con una sostanza incompatibile; La vermiculite impregnata di perossido deve essere raccolta, posta in un contenitore di polietilene, e successivamente aggiunta dell’acqua; il contenitore deve essere infine chiuso con coperchio. La vermiculite deve essere smaltita come rifiuto speciale secondo legge. Il versamento di perossido organico solido, in polvere o in cilindretti, non comporta una pericolosità rilevante; è necessario però raccoglierlo con l’utilizzo di raccoglitori in acciaio inox, depositarlo in contenitore in polietilene, e smaltirlo come rifiuto speciale secondo legge. Nel caso in cui accidentalmente si danneggi una confezione è necessario separarla da eventuali altri contenitori di perossido presenti, utilizzare immediatamente il prodotto o , se non possibile, travasarlo con cautela in un contenitore il polietilene o polipropilene pulito.
Contaminazione:
la contaminazione dei perossidi organici con altre sostanze ne aumenta il rischio di decomposizione; è necessario pertanto porre particolare attenzione alla pulizia dell’area di utilizzo e stoccaggio del perossido in modo da evitare una sua contaminazione che lo renderebbe instabile.
Oltre alle sopraccitate impurezze, il perossido è particolarmente sensibile alle elevate temperature; pertanto il dosaggio dei perossidi liquidi deve essere preferibilmente effettuato con pompe a membrana, che non comportano un aumento di temperatura del perossido durante la fase di movimentazione.
L’ossido di ferro (ruggine) comporta la rapida decomposizione del perossido organico, pertanto i materiali con cui viene a contatto il perossido devono essere assolutamente puliti e possibilmente di acciaio inox o materiali plastici compatibili (PTFE, PE, PVC, ecc).
Tossicità:
i perossidi organici non sono particolarmente tossici; pochi di loro risultano dannosi per la salute, soprattutto a causa degli effetti corrosivi / irritanti sulla pelle e occhi.
In particolare, peracidi, idroperossidi e chetonperossidi possono causare sfoghi cutanei ed eczemi (normalmente sono i perossidi organici liquidi a causare questi effetti).
Per tale ragione, risulta necessario maneggiarli con guanti appropriati (in PVC), abiti da lavoro protettivi e occhiali protettivi.
Formazione:
molto importante è la formazione che viene data al proprio personale sulla manipolazione dei perossidi organici. La OXIDO offre ai propri clienti una consulenza gratuita sulla manipolazione in sicurezza dei perossidi organici, con l’ausilio di personale specializzato e la possibilità di consultare materiale audio visivo di supporto (dispense, video ed altri strumenti informativi). La OXIDO invita i propri clienti / fornitori a partecipare ai corsi formativi organizzati internamente circa le modalità di manipolazione, utilizzo, stoccaggio in sicurezza dei perossidi.